SPECIALIZZAZIONI

GLI ACCERTAMENTI DA REDDITOMETRO

In questi ultimi anni il nostro studio si è specializzato nella difesa dagli accertamenti da redditometro di imprenditori e privati della provincia di Bologna e dell'Emilia Romagna. A partire da inizio 2012 scatteranno gli accertamenti basati sul "nuovo redditometro" che prenderanno in esame gli anni di imposta 2009 e 2010. E' dunque importante essere preparati ed orientare le proprie abitudini di spesa anche in funzione delle possibili conseguenze fiscali. Il nostro studio di Bologna assiste i propri cliente in commissione tributaria e nelle fasi preliminari del contraddittorio e dell'accertamento con adesione ma, soprattutto, cerca di dare una formazione alla propria clientela al fine di prevenire comportamenti scorretti che possano sfociare nell'emissione di un avviso di accertamento.

CHE COS'E' IL REDDITOMETRO?

Il Redditometro è un mezzo di accertamento tramite il quale il Fisco può presumere il reddito di un contribuente basandosi sulle spese effettuate. Recentemente il DL n. 78 del 2010 art. 22 ha potenziato tale strumento accertativo a favore del fisco.

La normativa prevede che l'Agenzia Entrate possa determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente sulla base degli acquisti effettuati e delle spese sostenute nel corso di ogni periodo d'imposta. Il contribuente, per poter contestare la pretesa del fisco, dovrà fornire la prova contraria al fine di dimostrare che le spese sono state sostenute con redditi maturati in altri periodi di imposta, con redditi esenti o soggetti a ritenuta di imposta alla fonte o ancora con redditi che non concorrono alla formazione del reddito imponibile.

L'accertamento sintetico basato sul redditometro esplica i propri effetti quando il reddito complessivo presunto supera di almeno il 20% quello dichiarato (tale limite è stato ridotto rispetto al precedente 25 per cento) per due annualità consecutive.

In tal modo si vuole determinare il reddito imponibile del contribuente non più sulla base del reddito prodotto e dichiarato ma sulla sua capacità di spesa legandola a tal fine ad una serie di beni indice quali le automobili, gli immobili acquistati, le polizze assicurative, colf, scuole ed asili, cavalli, barche ecc).

L'Agenzia delle Entrate determina il reddito in maniera "sintetica" sulla base di una serie di indicatori di capacità contributiva che, ovviamente, possano essere a sua conoscenza, moltiplicandoli per dei coefficienti prestabiliti ma variabili in funzione della tipologia di contribuente che verrà classificato in base alla composizione famigliare, all'età e all'area geografica. Complessivamente sono stati individuate 11 categorie di nuclei familiari e più di 100 voci di spesa.

La determinazione del reddito del contribuente si basa dunque su due elementi:
1) Chi possiede un bene deve possedere anche un reddito adeguato oltre che al suo acquisto anche al suo mantenimento;
2) Il reddito necessario all'acquisto e al mantenimento del bene o servizio può essere ripartito sul periodo di imposta in corso e i quattro precedenti.

IL CONTRADDITTORIO

L'Agenzia delle Entrate, prima di emettere l'avviso di accertamento inviterà il contribuente a chiarire le ragioni dello scostamento calcolato fornendo tutti i dati e le notizie che possano risultare rilevanti ai fini dell'accertamento.
E' importante che il contribuente, fin dalle prime fasi dell'accertamento, sia assistito da un professionista competente al fine di condurre l'accertamento nel miglior modo possibile e che gli permetta di fornire tutte le informazioni utili a giustificare il proprio "comportamento patrimoniale" e ad evidenziare eventuali comportamenti scorretti degli accertatori.

L'INTESTAZIONE DEI BENI

L'intestatario di uno o più beni che però non dispone di un reddito adeguato al possesso degli stessi può difendersi dimostrando che questi sono nell'effettiva disponibilità di un altro soggetto che dichiara un reddito adeguato. Va inoltre valutato se i beni sono utilizzati nell'esercizio di impresa o professione come beni strumentali.
Inoltre i beni possono essere intestati ad un soggetto con un reddito non sufficiente ma nello stesso nucleo familiare può eservi un altro soggetto che invece può permettersene l'acquisto. Tale evenienza va comunque documentata e provata.
Ancora un contribuente con un elevato tenore di vita ma senza un reddito adeguato potrà dimostrare di possedere un patrimonio già tassato alla fonte e che è stato progressivamente dismesso oppure di avere a disposizione ingenti somme di denaro liquido avuto, ad esempio, in successione.

LE STRATEGIE DIFENSIVE

L'Agenzia delle Entrate cercherà di contrastare le giustificazioni addotte dal contribuente anche se vere e documentate. Questo accadrà con maggior forza quanto maggiore sarà il periodo intercorso tra la produzione di redditi o la percezione di una eredità e l'utilizzo delle somme. Dunque bisognerà fin da subito predisporre tutta la documentazione probatoria che ne evidenzi la movimentazione così da rendere inattaccabili le giustificazioni addotte.

Si tenga presente che in molti casi non sarà semplice proporre una solida difesa in quanto la differenza contestata tra reddito e spese è spesso imputabile a calcoli convenzionali ben distanti dalla realtà dei comportamenti del contribuente (si veda il caso dell'appassionato di cavalli o auto che spende tutto il proprio reddito per il proprio hobby).

Sarà dunque di massima importanza riuscire a ricostruire tutti i movimenti bancari passati al fine di dimostrare la disponibilità di somme non considerate dall'Agenzia Entrate.

Dott. Stefano Ventura – Dottore Commercialista in Bologna
ventura@assprof.eu

Bologna, 16/01/2012

 

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