NORME DEONTOLOGICHE

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NORME DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE
Documento approvato il 31.1.2001 ed aggiornato con delibera 317 del 6.10.04

INDICE
PREFAZIONE
PREAMBOLO

SEZIONE A – PRINCIPI GENERALI

1 Natura delle norme deontologiche
2 Ambito di applicazione
3 Indipendenza e obiettività
4 Integrità
5 Riservatezza
6 Aggiornamento professionale
7 Comportamento del collega italiano all’estero e del collega estero in Italia
8 Rapporti con altri professionisti
9 Assicurazione rischi professionali

SEZIONE B – RAPPORTI ESTERNI

Cap. 1 – Rapporti con i colleghi

10 Cooperazione tra consulenti
11 Subentro ad un collega
12 Assistenza allo stesso cliente
13 Assistenza a clienti aventi interessi diversi
14 Corrispondenza tra consulenti
15 Rapporti con la controparte

Cap. 2 – Rapporti con clienti

16 Accettazione dell’incarico
17 Esecuzione dell’incarico
18 Cessazione dell’incarico
19 Fondi dei clienti
20 Tariffa professionale e qualità della prestazione

Cap. 3 – Rapporti con enti istituzionali di categoria

21 Elettorato attivo
22 Elettorato passivo
23 Incarichi istituzionali
24 Rapporti con gli Ordini locali e il Consiglio Nazionale
25 Rapporti con la Cassa Nazionale di Previdenza

Cap. 4 – Altri rapporti

26 Rapporti con i pubblici uffici
27 Rapporti con la stampa
28 Rapporti con altre professioni

Cap. 5 – Concorrenza

29 Utilizzo di cariche pubbliche
30 Esercizio abusivo dell’attività professionale
31 Divieto di intermediazione
32 Informazione e pubblicità informativa

SEZIONE C – RAPPORTI INTERNI

Cap.1 – Rapporti con collaboratori e dipendenti

33 Rapporti con i collaboratori e dipendenti
34 Remunerazione dei dipendenti
35 Rispetto della riservatezza
36 Collaboratori di altri titolari

Cap.2 – Rapporti con i praticanti

37 Doveri del professionista
38 Obblighi del praticante
39 Trattamento economico e durata del praticantato

Cap.3 – Disposizioni transitorie

40 Entrata in vigore

PREAMBOLO

L’esercizio della professione di dottore commercialista è attività di scienza e di
pubblica utilità.

Il titolo di dottore commercialista deve essere indicato per intero.

La fiducia è alla base dei rapporti professionali del dottore commercialista.

Il dottore commercialista deve comportarsi con buona fede, correttezza, lealtà e
sincerità.

SEZIONE A – PRINCIPI GENERALI

Articolo 1 - Natura delle norme deontologiche

Il presente codice ha natura di regolamento interno all’Ordine professionale dei
Dottori commercialisti riconosciuto come ordinamento autonomo capace di
esercitare poteri normativi nei confronti dei consigli degli ordini periferici. Sono
regole di condotta caratterizzate da un contenuto etico – sociale con valore
precettivo. Il dottore commercialista è tenuto ad osservarle nello svolgimento
dell’attività professionale.

Articolo 2– Ambito di applicazione

Le norme deontologiche si applicano a tutti i Dottori commercialisti nella loro
attività, nei rapporti fra di loro e nei rapporti con terzi. Le norme sono applicabili
anche ai praticanti.

Articolo 3 – Indipendenza e obiettività

Il dottore commercialista non può, in alcun caso, rinunciare alla sua libertà e
indipendenza professionale.

Il dottore commercialista affida la sua reputazione alla propria coscienza,
obiettività, competenza ed etica professionale, con affrancazione da asservimenti
materiali, morali, politici ed ideologici, respingendo ogni influenza esterna.

Non fa discriminazione di religione, razza, nazionalità, ideologia politica, sesso e
classe sociale.

Il dottore commercialista non deve incoraggiare azioni infondate ed una inconsulta
litigiosità.

Deve favorire, per quanto possibile, soluzioni equilibrate e transazioni amichevoli.

Articolo 4 – Integrità

Il comportamento del dottore commercialista deve essere consono alla dignità ed
al decoro della professione anche al di fuori dell’esercizio professionale.

Egli deve astenersi da qualsiasi azione che possa arrecare discredito al prestigio
della professione ed all’Ordine cui appartiene.

Il dottore commercialista deve adempiere regolarmente alle obbligazioni assunte
nei confronti di terzi, per non compromettere la fiducia degli stessi nei confronti di
chi esercita la professione.

Articolo 5 – Riservatezza
Il dottore commercialista, oltre a rispettare il segreto professionale, osserva un
atteggiamento di riserbo in relazione alle notizie apprese nell’esercizio della
professione od in via incidentale, anche se queste riguardano la sfera personale del
cliente o di coloro che sono a lui legati da vincoli familiari ed economici.

Articolo 6 – Aggiornamento professionale

Il dottore commercialista ha l’obbligo del continuo aggiornamento professionale.

Il dottore commercialista ha altresì l’obbligo della formazione professionale
continua secondo la disciplina del relativo regolamento.

Articolo 7 - Comportamento del collega italiano all’estero e del collega estero
in Italia

Nell’esercizio di attività professionali all’estero il dottore commercialista è tenuto
al rispetto delle norme deontologiche proprie nonché di quelle applicabili
all’attività professionale svolta all’estero, se ed in quanto esistenti.

Così il professionista straniero che eserciti legittimamente attività proprie del
dottore commercialista in Italia dovrà rispettare le norme deontologiche italiane.

Articolo 8– Rapporti con altri professionisti

Il dottore commercialista che esercita la professione insieme ad altri professionisti,
o che si avvale di esperti, non necessariamente iscritti ad albi professionali, per
l’esercizio di un incarico, deve accertarsi che questi adottino comportamenti
compatibili con le norme deontologiche contenute nel presente codice.

Articolo 9 – Assicurazione rischi professionali

Il dottore commercialista deve porsi in condizione di poter risarcire gli eventuali
danni causati nell’esercizio della professione anche mediante un’adeguata
copertura assicurativa.

SEZIONE B – RAPPORTI ESTERNI

Cap. 1 – Rapporti con i colleghi

Articolo 10 – Cooperazione tra i colleghi

Il dottore commercialista deve comportarsi con i colleghi con correttezza,
considerazione, cortesia e cordialità. Costituiscono manifestazioni di cortesia e di
considerazione la puntualità, la tempestività e la sollecitudine nei rapporti con i
colleghi.

Il dottore commercialista non può usare espressioni sconvenienti ed offensive
nello svolgimento dell’attività professionale, nemmeno per ritorsione nei confronti
di comportamento scorretto di colleghi o di terzi.

Il giovane dottore commercialista deve trattare con riguardo il collega anziano, il
quale, con suggerimenti e consigli, gli è di guida e di esempio nell’esercizio della
professione.

Il dottore commercialista deve astenersi dall’esprimere giudizi o dall’avviare
azioni suscettibili di nuocere alla reputazione dei colleghi, senza fondato motivo.

Il dottore commercialista non può mettersi direttamente in contatto con una parte
che egli sappia essere assistita da un altro collega, senza il consenso di
quest’ultimo.

Il presente articolo si applica anche con riferimento ai rapporti tra colleghi
all’interno di uno studio associato, ed ai rapporti tra colleghi che risolvono il
contratto o l’accordo di associazione professionale tra loro esistente.

Articolo 11 – Subentro ad un collega

Il dottore commercialista, chiamato a sostituire un collega nello svolgimento di un
incarico professionale, deve osservare procedure e formalità corrette e comportarsi
con lealtà.

Salvo impedimenti particolari, casi di urgenza, di forza maggiore o altre gravi
ragioni, il dottore commercialista deve rispettare le seguenti disposizioni.

Prima di accettare l’incarico, il dottore commercialista deve:

a) accertarsi che il cliente abbia informato il collega della richiesta di sostituzione;

b) accertarsi che la sostituzione non sia richiesta dal cliente per sottrarsi al rispetto
della legge, alla corretta esecuzione dell’incarico imposta dal precedente collega o
al riconoscimento delle sue legittime competenze professionali;

c) invitare il cliente a pagare le competenze dovute al precedente collega, salvo,
che il loro ammontare sia stato debitamente contestato.

Il dottore commercialista che venga sostituito da altro collega deve prestare al
subentrante piena collaborazione e adoperarsi affinché il subentro avvenga senza
pregiudizio per il cliente.

Il dottore commercialista deve declinare l’incarico se il cliente vieta al collega che
lo ha preceduto di fornirgli tutti gli atti e le informazioni necessarie per la corretta
esecuzione del mandato.

In caso di decesso di un collega, il dottore commercialista, chiamato a sostituirlo
nella temporanea gestione dello studio dal Presidente del Consiglio dell’Ordine di
appartenenza, ha l’obbligo di accettare l’incarico, salvo giustificato impedimento.

Il successore deve agire con particolare diligenza, avendo riguardo agli interessi
degli eredi, dei clienti e dei collaboratori del collega deceduto.

In presenza di pratiche iniziate dal collega deceduto e continuate dal successore, la
liquidazione dei rispettivi compensi spettanti ai due dottori commercialisti
avviene, nei casi dubbi o in quelli di rilevante interesse economico, previo parere
del Consiglio dell’Ordine.

In caso di sospensione, o di altro temporaneo impedimento di un dottore
commercialista, il collega chiamato a sostituirlo cura la gestione dello studio del
sospeso o impedito con particolare diligenza e si adopera a conservarne le
caratteristiche.

Il sostituto non può accettare incarichi da clienti del collega sostituito prima che
sia decorso un ragionevole periodo di tempo dalla conclusione della sostituzione,
salvo il caso di cessazione dell’attività del collega sostituito.

Al presente articolo si applica l’ultimo comma dell’articolo precedente.

Articolo 12 – Assistenza allo stesso cliente

Se il cliente chiede al dottore commercialista di prestare la propria opera per un
incarico già affidato ad altro collega, dichiarando di voler essere assistito da
entrambi, il nuovo interpellato non può accettare l’incarico se non gli consta il
consenso del collega.

I dottori commercialisti che assistono uno stesso cliente devono stabilire tra loro
rapporti di cordiale collaborazione nell’ambito dei rispettivi compiti. Essi devono
tenersi reciprocamente informati sull’attività svolta e da svolgere e a tal fine si
consultano per definire il comune comportamento.

Il dottore commercialista, constatate nel comportamento del collega
manifestazioni di condotta professionale gravemente scorretta, informa
immediatamente il Consiglio dell’Ordine.

Nello svolgimento del comune incarico ogni dottore commercialista deve evitare,
di regola, di stabilire contatti diretti con il cliente senza preventiva intesa con i
colleghi. Deve, in ogni caso, astenersi da iniziative o comportamenti tendenti ad
attirare il cliente nella propria esclusiva sfera.

Il dottore commercialista che assista, con mandato limitato ad una sola pratica, un
cliente indirizzatogli da un collega, deve cessare il rapporto professionale con il
cliente dopo aver esaurito l’incarico.

Articolo 13 – Assistenza a clienti aventi interessi diversi
Il dottore commercialista deve comportarsi, nei confronti del collega di
controparte, secondo i principi e le regole generali di colleganza, curando, con
particolare attenzione, che non abbiano a crearsi motivi di contrasto personale.

Il dottore commercialista, non esprime apprezzamenti o giudizi critici sull’operato
del collega, ed usa la massima moderazione quando insorgono contrasti di
opinione sulle modalità tecniche di svolgimento della pratica.

Si applica il disposto del terzo comma dell’articolo 12.

Articolo 14 – Corrispondenza tra colleghi

Il dottore commercialista non può divulgare scritti o informazioni riservate,
ricevute, anche occasionalmente, da un collega o da altri professionisti.

Non può essere divulgata o registrata una conversazione, senza il consenso del
collega o, se si tratta di conferenze, senza il consenso di tutti i partecipanti. In caso
di comunicazioni a distanza deve essere resa nota agli interlocutori l’eventuale
partecipazione di terzi.

Articolo 15 – Rapporti con la controparte

La tutela dei giusti interessi del cliente non può mai condurre a comportamenti che
non siano improntati a correttezza e lealtà.

Il dottore commercialista, in particolare, non trae profitto dall’eventuale
impedimento del collega di controparte; né si giova di informazioni confidenziali
o di scritti di carattere riservato che lo stesso gli abbia fornito.

Egli si astiene inoltre, dal trattare direttamente con la parte avversa, se non in
presenza o con il consenso del collega.

Cap. 2 – Rapporti con i clienti

Articolo 16 – Accettazione dell’incarico

Il dottore commercialista deve far conoscere tempestivamente al cliente la sua
decisione di accettare o meno l’incarico.

Il dottore commercialista deve adoperarsi, quando è possibile, affinché il mandato
sia conferito per iscritto onde precisarne limiti e contenuti, anche allo scopo di
definire l’ambito delle proprie responsabilità.

È comunque opportuno che il dottore commercialista, il quale abbia ricevuto un
mandato verbale, ne dia conferma scritta al cliente.

Il dottore commercialista che accetta un incarico deve assicurare la richiesta
specifica competenza ed anche un’adeguata organizzazione dello studio.

Articolo 17 – Esecuzione dell’incarico

Il dottore commercialista deve usare la diligenza e la perizia richieste dalle norme
che regolano il rapporto professionale nel luogo e nel tempo in cui esso è svolto.

Il dottore commercialista deve, tempestivamente, illustrare al cliente, con
semplicità e chiarezza gli elementi essenziali e gli eventuali rischi connessi alla
pratica affidatagli.

Egli deve inoltre, nel corso del mandato, ragguagliare tempestivamente il cliente
sugli avvenimenti essenziali.

Il dottore commercialista deve anteporre gli interessi del cliente a quelli personali.
L’applicazione di tale principio non può, in alcun caso, incidere sulla dignità e sul
decoro del professionista e limitare il diritto al suo compenso.

Il dottore commercialista non deve esorbitare, salvo i casi di urgente necessità, dai
limiti dell’incarico conferitogli. Egli deve, tuttavia, con prudenza assumere le
iniziative e svolgere tutte le attività confacenti con lo scopo concordato con il
cliente.

Il dottore commercialista non deve assumere interessi personali o cointeressenze
di natura economico – professionale.

Articolo 18 – Cessazione dell’incarico

Il dottore commercialista non deve proseguire l’incarico qualora sopravvengano
circostanze o vincoli che possano influenzare la sua libertà di giudizio ovvero
condizionare il suo operato.

Il dottore commercialista non deve proseguire l’incarico se la condotta o le
richieste del cliente, o altri gravi motivi, ne impediscono il corretto svolgimento.

Il dottore commercialista che non sia in grado di proseguire l’incarico con
specifica competenza, per sopravvenute modificazioni alla natura e difficoltà della
pratica, deve informare il cliente e chiedere, a secondo dei casi, di essere sostituito
o affiancato da altro professionista.

Nel caso di cessazione dell’incarico il dottore commercialista deve avvertire il
cliente tempestivamente, soprattutto se l’incarico deve essere proseguito da altro
professionista.

Il dottore commercialista è tenuto alla rigorosa osservanza degli articoli. 2235 e
2237 del codice civile e dell’Articolo 49 dell’Ordinamento professionale

Articolo 19 – Fondi dei clienti, garanzie e prestiti

Il dottore commercialista non deve impegnarsi patrimonialmente o fornire
garanzie al cliente o per conto di questi.

Il dottore commercialista che detiene somme del cliente o per conto di esso deve
operare con la massima diligenza ed applicare, con rigore, i principi della buona
amministrazione e della corretta contabilità.

Articolo 20 – Tariffa professionale e qualità della prestazione

La tariffa professionale e le altre norme in materia di compensi sono garanzia
della qualità della prestazione che deve essere comunque mantenuta anche in caso
di deroga ai minimi tariffari.

Cap. 3 – Rapporti con gli enti istituzionali di categoria

Articolo 21 – Elettorato attivo

Il dottore commercialista partecipa,di regola, alle assemblee elettive così come
alle altre assemblee istituzionali.

Ciascun iscritto potrà svolgere attività di promozione elettorale nei confronti di
candidati a cariche elettive, diffondendo programmi e notizie relative alle loro
attività, non solo professionali. Potrà indicare le differenze tra il programma di un
candidato e quelli di altri colleghi che si candidino per la medesima carica.

Nell’esprimere critiche o proposte inerenti alla carica l’iscritto dovrà comunque
astenersi da considerazioni irriguardose nei confronti dei candidati.

Articolo 22 – Elettorato passivo

Il dottore commercialista che si candida per una carica istituzionale elettiva può
informarne i colleghi anche diffondendo programmi e notizie riguardanti la sua
attività non soltanto professionale, purché nei limiti consentiti dalle norme di
deontologia. Potrà indicare le differenze tra il proprio programma e quelli di altri
colleghi che si candidino per la medesima carica. Nell’esprimere critiche o
proposte inerenti alla carica dovrà comunque astenersi da considerazioni
irriguardose nei confronti di altri candidati.

Articolo 23 - Incarichi istituzionali

Il dottore commercialista che ricopre incarichi istituzionali in base all'ordinamento
professionale a livello locale o nazionale:

- opera con spirito di servizio nei confronti dell'intera categoria per la
valorizzazione della professione, nell'interesse del pubblico e degli iscritti
tutelando la pari dignità e pari opportunità a ciascun iscritto;

- promuove le iniziative volte a realizzare aggregazioni e associazioni
professionali, allo scopo di favorire la formazione, la specializzazione
degli iscritti e il miglioramento delle prestazioni professionali;

- favorisce, nel rispetto nelle norme dell'ordinamento l’evoluzione e lo
sviluppo del senso di identità e di appartenenza alla categoria;

- si astiene dall'accettare incarichi professionali nel caso in cui venga
richiesta all'ordine l'indicazione di singoli nominativi per lo svolgimento
degli stessi;

- promuove e favorisce la partecipazione di tutti gli iscritti alla vita
dell’ordine, anche al fine di assicurare il ricambio negli organi di governo
della professione, locali e nazionali, per i quali è raccomandato un
adeguato rinnovamento.

Il dottore commercialista che ricopre incarichi di rappresentanza della categoria
professionale, è opportuno che si astenga dall’esercizio di tale funzione per il periodo
in cui intenda partecipare a competizioni elettorali che comportino particolare
visibilità.

Articolo 24 – Rapporti con gli Ordini locali e il Consiglio Nazionale

Fatto salvo il diritto di critica ciascun iscritto deve comportarsi, nei confronti degli
organismi della professione, con rispetto e considerazione. Dovrà rendersi
disponibile nei limiti delle sue possibilità per eventuali richieste di collaborazione
e partecipare attivamente alla vita dell’Ordine.

Articolo 25 – Rapporti con la Cassa Nazionale di previdenza

Il dottore commercialista deve partecipare nei limiti del possibile alle elezioni dei
delegati alla Cassa Nazionale di Previdenza e deve corrispondere regolarmente e
tempestivamente i contributi dovuti.

Cap. 4 – Altri rapporti

Articolo 26 – Rapporti con i pubblici uffici

Nei rapporti con i magistrati, i membri delle commissioni tributarie e i funzionari
della pubblica amministrazione il dottore commercialista si comporta con rispetto
delle pubbliche funzioni, senza assumere atteggiamenti in contrasto con la propria
dignità professionale.

Il dottore commercialista che sia in rapporti di parentela o amicizia o familiarità
con i soggetti di cui al primo comma non deve utilizzare né sottolineare né vantare
tale circostanza al fine di avvantaggiare l’esercizio della sua attività professionale.

Articolo 27 – Rapporti con la stampa

Nei rapporti con la stampa e con gli altri mezzi di informazione il dottore
commercialista, specie in occasione di interventi professionali in casi di grande
risonanza, deve usare cautela per rispetto all’obbligo di riservatezza nei confronti
del cliente e all’osservanza delle disposizioni dell’Articolo 33.

Articolo 28 - Rapporti con altre professioni

Il dottore commercialista, qualora nell’esercizio della professione abbia rapporti
con iscritti ad altri albi professionali, deve attenersi al principio del reciproco
rispetto e della salvaguardia delle specifiche competenze.

Cap. 5 – Concorrenza

Articolo 29 – Utilizzo di cariche pubbliche

Il dottore commercialista non deve avvalersi di cariche politiche o pubbliche in
modo tale da far fondatamente ritenere che, per effetto di esse, egli possa
conseguire vantaggi professionali per sé od altri.

Articolo 30 –Esercizio abusivo dell’attività professionale

È vietato al dottore commercialista favorire l’esercizio abusivo della professione.

Articolo 31 – Divieto di intermediazione

E’ vietata l’intermediazione che possa pregiudicare l’indipendenza e l’obiettività.

Articolo 32 – Informazione e pubblicità informativa

E’ consentita l’informazione a terzi - anche tramite stampa, reti telematiche e
mezzi simili - sulla struttura dello studio e sulla sua composizione, sull’attività
professionale che viene svolta, su particolari rami di attività, su colleghi che
abbiano in precedenza fatto parte dello studio – anche inserendone il nome nella
denominazione dello stesso – dopo aver ottenuto il consenso di questi, se ha
cessato l’attività professionale, o degli eredi. Non possono essere evidenziati
propri risultati professionali o citati nominativi di clienti. Non possono essere usati
titoli accademici o professionali non riferiti alle attività oggetto della professione.

Sono consentite l’organizzazione e la partecipazione a seminari e convegni,
nonché la pubblicazione di scritti e la partecipazione a rubriche su materie
professionali.

La comunicazione di informazioni tecniche può essere liberamente attuata nei
riguardi della propria clientela e di terzi che ne facciano richiesta.

Le attività di cui sopra e l’utilizzo dei mezzi di diffusione devono ispirarsi alla
estrema moderazione, buon gusto e rispetto della dignità e del decoro della
professione, non devono essere equivoci o fuorvianti, ingannevoli o elogiativi.

Non sono consentite forme di pubblicità comparativa, né forme di pubblicità
diverse da quelle descritte nei commi precedenti.

E’ fatto obbligo di comunicare all’ordine di appartenenza l’inizio di qualsiasi
attività informativa per via telematica finalizzata ad una diffusione dell’immagine
o dei servizi dello studio professionale nei confronti del pubblico.

In caso di dubbi sull’applicazione del presente articolo è raccomandata la
preventiva consultazione dell’apposita Commissione consultiva che gli Ordini
avranno cura di costituire.

SEZIONE C – RAPPORTI INTERNI

Cap. 1 – Rapporti con collaboratori e dipendenti

Articolo 33 – Rapporti con collaboratori e dipendenti

I rapporti con i collaboratori devono essere improntati al reciproco rispetto e
coordinati in modo tale da consentire il miglior svolgimento dell’attività
professionale.

In particolare il dottore commercialista deve evitare di fruire della collaborazione
di terzi che esercitano abusivamente la professione e non deve distogliere con
mezzi sleali i collaboratori altrui.

Articolo 34 – Remunerazione dei dipendenti

Nei rapporti con i dipendenti il dottore commercialista è tenuto a rispettare le
norme dei contratti collettivi per gli studi professionali sia per quanto attiene alla
retribuzione sia per quanto attiene alle qualifiche previste.

Articolo 35 – Rispetto della riservatezza

Il dottore commercialista deve vigilare che i collaboratori e i dipendenti siano a
conoscenza e rispettino gli obblighi del segreto e della riservatezza professionale,
che anch’essi sono tenuti ad osservare.

Articolo 36 – Collaboratori di altri titolari

Nell’ipotesi di collaborazione con soggetti provenienti da altri studi il dottore
commercialista deve attenersi a principi di lealtà e correttezza con i colleghi
titolari di tali altri studi.

Cap. 2 – Rapporti con i praticanti

Articolo 37 – Doveri del professionista

Il dottore commercialista ha il dovere di favorire lo sviluppo della professione
accogliendo, nei limiti delle proprie esigenze operative, chi chieda, direttamente o
attraverso l’ordine locale, di poter svolgere il tirocinio professionale, ovvero
adoperandosi perché tale possibilità si realizzi presso altri colleghi.

Il dottore commercialista deve consentire a chi svolge il tirocinio presso il suo
studio l’apprendimento dell’etica, oltreché della tecnica e della pratica
professionale riferita ai campi di attività dello studio anche, in quanto possibile,
ammettendolo come uditore nella trattazione delle pratiche con il cliente e i terzi.

Non è consentito affidare a chi svolge tirocinio professionale solo compiti
meramente esecutivi.

Il dottore commercialista deve gestire i rapporti con chi svolge il tirocinio presso il
suo studio nella massima chiarezza con riferimento ai compiti, ai ruoli, alle
somme attribuite di cui al successivo articolo 39 ed in genere a tutte le
condizioni alle quali le due parti si devono attenere durante e dopo lo svolgimento
del tirocinio. E’ opportuno che il rapporto sia disciplinato per iscritto.

Il dottore commercialista deve consegnare al praticante all’inizio del periodo di
tirocinio una copia del codice deontologico pubblicato dal Consiglio Nazionale.

Il dottore commercialista deve vigilare che il praticante sia a conoscenza e rispetti
gli obblighi del segreto e della riservatezza professionale, che anch’esso è tenuto
ad osservare.

Articolo 38 – Obblighi del praticante

Il praticante deve astenersi, con il massimo scrupolo, dal tentativo di acquisire
clienti per il futuro attingendoli dalla clientela dello studio presso il quale svolge il
tirocinio. Al termine del tirocinio non potrà appropriarsi di procedure e
modulistica propria dello studio, né potrà, per un ragionevole periodo di tempo
successivo alla cessazione del rapporto di tirocinio, accettare incarichi da clienti
conosciuti presso lo studio durante il tirocinio stesso, senza l’esplicito consenso
del titolare.

Il praticante non potrà usare carta da lettere o biglietti da visita intestati dai quali
risulti come collaboratore dello studio presso il quale svolge il tirocinio senza
l’esplicito consenso del titolare.

Il praticante è tenuto a rispettare tutte le regole deontologiche proprie del dottore
commercialista.

Articolo 39 Trattamento economico e durata del praticantato

Il rapporto di praticantato - considerato come periodo di apprendimento – è per
sua natura gratuito. Tuttavia, il dottore commercialista non mancherà di
attribuire al praticante somme, a titolo di borsa di studio, per favorire ed incentivare
l'impegno e l'assiduità dell'attività svolta.

Il praticantato finalizzato al sostenimento dell’Esame di Stato non dovrebbe
protrarsi oltre il periodo mediamente necessario in relazione alle previsioni di
legge e ai tempi tecnici inerenti il calendario della sessione d’esame.

Trascorso tale periodo il rapporto di collaborazione, potendo comportare una
diversa configurazione giuridica, sarà regolato dalla libera determinazione delle
parti, così come ogni rapporto di collaborazione con praticanti che abbiano già
sostenuto l’Esame di Stato con esito favorevole.

Cap. 3 – Disposizioni transitorie

Articolo 40 – Entrata in vigore

Le norme di deontologia professionale che precedono entrano in vigore nel
novantesimo giorno successivo alla data della delibera di adozione del presente
testo del codice da parte del Consiglio Nazionale Dottori commercialisti. Le
norme deontologiche precedentemente approvate, con delibera del 10 febbraio
1987, sono abrogate a partire dalla stessa data.

Le norme di cui al presente codice estendono la propria efficacia anche ai fatti
deontologicamente sanzionabili commessi prima della loro entrata in vigore se
l’applicazione delle stesse risulta essere più favorevole al trasgressore semprechè
la pena disciplinare non sia stata irrogata con provvedimento irrevocabile del
Consiglio Nazionale.

ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE MANZINI E VENTURA
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